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2119 c.c. - Recesso per giusta causa

"Ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto prima della scadenza del termine, se il contratto è a tempo determinato, o senza preavviso, se il contratto è a tempo indeterminato, qualora si verifichi una causa che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto. Se il contratto è a tempo indeterminato, al prestatore di lavoro che recede per giusta causa compete l'indennità indicata nel secondo comma dell'articolo precedente. Non costituisce giusta causa di risoluzione del contratto il fallimento dell'imprenditore o la liquidazione coatta amministrativa dell'azienda."

Come impugnare e entro quando impugnare ?

Il licenziamento si impugna per iscritto (preferibile la raccomandata A/R,ma é sufficiente una raccomandata a mano o il telegramma) nel rigoroso termine di 60 giorni dalla comunicazione della cessazione del rapporto. Pena la decadenza; il che significa che, se si lascia scadere il termine, non ci sarà più nulla da fare in quanto si prescrive l'azione (ai sensi dell'art. 2934 c.c.). E non é finita. Quando si é impugnato il licenziamento, la causa dovrà essere introdotta entro e non oltre il termine di 180 giorni che decorrono dalla data di impugnazione del licenziamento. Il termine é di 270 giorni per i licenziamenti comminati prima dell'entrata in vigore della legge nr. 92 del 28/06/2012 (ovvero il 18/7/2012). Presentato il ricorso innanzi al Giudice competente a trattare la causa ricadente nella circoscrizione territoriale in cui é sorto il rapporto (413 cpc), il Giudice fissa l'udienza di comparizione del lavoratore e del datore di lavoro nei 40 giorni successivi. Il ricorso dovrà essere notificato al datore di lavoro almeno 25 giorni prima dell'udienza e la costituzione del datore dovrà avvenire almeno 5 giorni prima della stessa. Il giudizio si conclude, dopo che il Giudice abbia sentito le parti ed escusso eventuali testimoni, con una ordinanza, immediatamente esecutiva, tanto che sia di rigetto quanto che sia di accoglimento. In tal modo si chiude quella che la legge chiama prima fase. Il senso della legge (Fornero) é quello di garantire al lavoratore licenziato una tutela rapida e quanto più snella.

Una volta definita la c.d. prima fase, cosa succede?

C'é un rimedio all'ordinanza del giudice?

L'ordinanza emessa dal Giudice si può opporre. Il termine per farlo é di 30 giorni successivi alla notificazione o comunicazione dell'ordinanza. 

Depositato il ricorso in opposizione presso lo stesso Tribunale che ha emesso l'ordinanza, il Giudice fissa l'udienza di comparizione delle parti nei 60 giorni successivi. Come termina questa fase?

Il giudizio si conclude con sentenza che rigetta o accoglie l'opposizione.

Alla decisione é possibile proporre reclamo innanzi la Corte d'Appello entro 30 giorni successivi alla comunicazione o notificazione.

La Corte d'Appello fissa l'udienza nei 60 giorni successivi al deposito del ricorso e nella prima udienza,se ricorrono gravi motivi,provvede alla sospensione dell'efficacia della sentenza. Sentite le parti può procedere allo svolgimento degli atti di istruzione (probatoria) che una volta terminata detta fase, accoglie o rigetta il reclamo.

E' impugnabile la sentenza della Corte d'Appello che accoglie o rigetta il reclamo? Si sempre con ricorso in Cassazione e nel perentorio termine di 60 giorni dalla comunicazione o dalla notificazione della stessa.

Roma, 24 giugno 2013

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Fonte: Studiocataldi.it
Url: http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_13720.asp 19 giugno 2013
Cassazione: diminuzione del carico di lavoro e giusta causa di licenziamento
di Licia Albertazzi - Corte di Cassazione Civile, sezione lavoro, sentenza n. 14319 del 6 giugno 2013. ...
Fonte: Studiocataldi.it
Url: http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_13726.asp

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